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Amir

Amir | accoglienza musei inclusione relazione è un progetto (il nome in arabo significa ‘giovane principe’) lanciato nel 2018 da Stazione Utopia e dalla Rete Tematica Museale Musei di Tutti, finalizzato a proporre attività di mediazione museale interculturale condotte da un gruppo di circa 30 cittadini di origine straniera tra cui giovani di seconda generazione, migranti, rifugiati, richiedenti asilo, cittadini italiani con passato migratorio. Il progetto è rivolto a scuole, adulti, turisti, ospiti di centri di accoglienza e progetti SPRAR.

I/le mediatori/trici di Amir, formati dai responsabili dei dipartimenti educazione di ciascun museo, consentono una lettura del patrimonio culturale in chiave interculturale e offrono ai visitatori punti di vista inediti, prospettive originali, occasioni per avviare un dialogo sulle diversità culturali che hanno contribuito ad arricchire di simboli e di significati la storia dell’arte occidentale.

Le visite di Amir in Rete:

Museo Civico Archeologico e Area Archeologica di Fiesole

Sulle tracce degli antichi popoli
Attraverso le testimonianze che gli Etruschi, i Romani e i Longobardi hanno lasciato a Fiesole, possiamo ripercorrere l’avvicendarsi degli antichi popoli e delle loro culture, cogliendone i tanti legami con altre civiltà.

Trattenetemi se fuggo e riportatemi al mio padrone…»
Una visita che pone lo sguardo sul fenomeno della schiavitù nel mondo romano, come emerge dai monumenti e dai reperti archeologici di Fiesole, e ci accompagna in una riflessione sulle schiavitù di altri tempi e altri luoghi.

Museo Bandini

Angelo Maria Bandini e il suo lascito alle generazioni future
Angelo Maria Bandini ha vissuto a Fiesole circa 250 anni fa. La sua passione “sfrenata” per i libri e per le opere d’arte l’ha fatto diventare un instancabile collezionista. La visita al Museo Bandini con i mediatori AMIR ci racconta la sua storia e rivela il grande potere comunicativo della pittura.

Immagini: simboli che migrano, significati che cambiano
I simboli ci aiutano a capire le storie e i personaggi raffigurati nelle opere d’arte. Spesso vengono da molto lontano e sono arrivati a noi dopo percorsi millenari. Questa visita fa luce su alcuni di essi, illustrandone i significati e cogliendo i legami tra le culture che nel tempo se li sono tramandati.

Museo Primo Conti

Il Museo Primo Conti. I nostri punti di vista
Visita al Museo Primo Conti con focus ed analisi di alcune opere a cura dei mediatori Amir che raccontano i capolavori del pittore fiorentino dal loro punto vista contestualizzandoli con il loro vissuto personale.

L’importanza della donna nelle varie culture e la sua presenza nelle opere di Primo Conti
Una visita attraverso i numerosi ritratti femminili presenti nel Museo Primo Conti che offrono la possibilità di analizzare la figura della donna in differenti epoche e sotto diversi aspetti sociali e raccontano il ruolo di guida che hanno svolto nella vita del pittore fiorentino. I mediatori ci guideranno nel percorso evidenziando l’importanza della donna nelle loro culture con esempi ed approfondimenti.

Museo di Palazzo Vecchio

Il mondo in un palazzo
La visita permetterà di scoprire questo magnifico luogo con gli occhi di chi lo ha conosciuto arrivando a Firenze come “nuovo cittadino”, acquisendo inediti spunti di osservazione, di lettura e di analisi di grandi capolavori dell’arte. Un’attenzione particolare sarà dedicata alla sala delle carte geografiche, finestra sul mondo tra passato e presente.

Storie di donne
La visita si concentrerà sulla presenza della figura femminile negli ambienti del palazzo di governo fiorentino, dal Medioevo a noi, con un’attenzione particolare alla Duchessa Eleonora di Toledo – di cui nel 2022 ricorre il cinquecentenario della nascita, spagnola di nascita e mai benvoluta dai fiorentini – e alle donne di ogni rango e condizione del suo entourage.

Museo Novecento

Opere Aperte
La visita consentirà di avvicinarsi ad alcune opere scelte grazie alla guida di voci appartenenti a diverse culture: il pubblico potrà osservare forme, codici, significati dell’arte italiana del nostro tempo e comprendere come davvero l’opera d’arte sia “aperta”, in grado di attivare forme di riflessione, interpretazione e dialogo sempre nuovi, “centro attivo di una rete di relazioni inesauribili” (Umberto Eco).

Donna e artista
Fra gli artisti presenti in collezione figura anche una donna, Antonietta Raphaël, di origine ebrea-lituana, compagna d’arte e di vita di Mario Mafai: le sue vicende biografiche e le sue opere, in dialogo con i numerosi dipinti in cui la figura femminile è invece ritratta, permetteranno di sviluppare una riflessione centrata sulla donna nell’arte del Novecento italiano.

Museo degli Innocenti

Una lunga storia di accoglienza
La visita permetterà di conoscere la secolare storia dell’Istituto degli Innocenti e le odierne pratiche di accoglienza. Dalla piazza alla pinacoteca, dalla sezione storia all’archivio, passando per i rinomati cortili, il visitatore avrà la possibilità di riscoprire un percorso tra arte e memoria, arricchito ora dal confronto con lo sguardo e le storie dei paesi di origine dei mediatori AMIR.

Il mestiere di madre
1° febbraio 1445: Monna Chiara varca la soglia degli Innocenti. Sarà la prima balia di cui si ha notizia certa. Qui le donne hanno da sempre un ruolo fondamentale nell’accoglienza e nella cura dell’infanzia, un’attenzione che l’Istituto persegue tutt’ora anche grazie alle sue strutture di accoglienza per madri e bambini. L’inedita visita offrirà la possibilità di riscoprire la centralità del ruolo femminile agli Innocenti e di confrontarlo con le realtà dei paesi d’origine dei mediatori AMIR.